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CUORE BATTICUORE -
Onlus
Associazione
di volontariato
per la lotta alle malattie cardiovascolari
via
Garibaldi, 11/13 24122 BERGAMO
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LE
NOSTRE
ATTIVITÀ
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L’ARTE
DEL BEL PAESE
di Sem Galimberti
 La
ripresa settembrina delle iniziative
culturali nella nostra città, riserva molte conferme e qualche novità.
Conferenze, incontri, dibattiti, rassegne, concerti, eventi sportivi…e
chi più ne ha più ne metta. Con l’inizio dell’autunno gli appuntamenti
si susseguono numerosi e si accavallano, spesso senza coordinamento
perché ciascun ente va per la sua strada e difficilmente si confronta
con gli altri. A qualcosa si deve rinunciare, spesso con rammarico, e
comunque occorre operare delle scelte. Ad esempio, non si può
rinunciare alla mostra allestita presso la Galleria d’Arte
Contemporanea (GAMeC) della nostra città, inaugurata il 28 settembre e
che ci accompagnerà fino all’inverno inoltrato del mese di gennaio.
Il titolo è “Il Belpaese dell’arte. Etiche ed estetiche della Nazione”
e si collega alla ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
La rassegna vuole riproporre l’immagine dell’Italia nel mondo in tutte
le sue espressioni visive: dal cinema all’arte, dalla letteratura al
Made in Italy, dalla cultura d’élite a quella popolare, attraverso 200
opere di artisti italiani e internazionali. Come tutti sanno, nel
nostro paese la cultura artistica ha influenzato in maniera
determinante, soprattutto negli ultimi secoli, l’organizzazione pratica
della vita sociale. A tale proposito, la mostra propone esempi storici
rilevanti come i ritratti dei 200 garibaldini della spedizione dei
Mille, una cinquantina di caricature di parlamentari italiani, le
figure Panini, gli ex voto, i trofei sportivi, i libri, le opere di
pittori e scultori contemporanei che si confrontano con i simboli della
bandiera, della lingua, dei confini, dei monumenti, delle mappe.
Insomma un bric a brac ordinato in nove sezioni che oltrepassano anche
i limiti artistici per procedere a un confronto diretto con la realtà
utilizzando la creatività ma anche una buona dose di sana ironia
antiretorica. A completamento, viene proiettato un documento RAI che
racconta il panorama culturale, sociale e artistico evocato dalla
mostra attraverso spezzoni di film, programmi televisivi, spot
pubblicitari e notiziari.
 Ma
Bergamo non è l’ombelico del mondo.
Ogni città ha le sue proposte culturali, nonostante le difficoltà
economiche degli enti locali. Ad esempio, una scappata a Milano è
d’obbligo per visitare la mostra dedicata ad Artemisia Gentileschi
“Storia di una passione “ (Palazzo Reale) fino al 29 gennaio. Per la
prima volta possiamo vedere l’intera produzione artistica di questa
eccelsa protagonista del ‘600 europeo che ha dovuto aspettare oltre tre
secoli per vedere riconosciuto il suo status d’Artista. Le
donne-pittrici nella storia dell’arte si contano sulla punta delle
dita. Artemisia era ricordata più per il processo per stupro intentato
al collega di suo padre, Agostino Tassi, che per i suoi evidenti meriti
pittorici. La mostra ripercorre tutte le fasi della sua vita artistica
che si conclude a Napoli nel 1653, in pieno clima caravaggesco tra
ombre e luci.
 Merita
un viaggio anche la mostra allestita a Palazzo Zabarella in
Padova, intitolata “Il simbolismo in Italia”. A cavallo tra Otto e
Novecento l’inconscio irrompe nell’arte e nulla sarà come prima. Gli
artisti di quel periodo si cimentano in opere simbolo come Le due madri
di Giovanni Segantini, la Maternità di Gaetano Previati, i dipinti di
Pellizza da Volpedo, Morbelli, Casorati fino al confronto con la
secessione viennese di Gustav Klimt. La rassegna elenca una serie di
capolavori che narrano la storia di un movimento che esplora da vicino
tutti gli stati d’animo dell’umanità.
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L'
ARTE DEI COLLEZIONISTI BERGAMASCHI
Di
Sem Galimberti
 A
partire dal conte Giacomo
Carrara, le
donazioni d'arte dei collezionisti bergamaschi hanno arricchito la
città e la cultura. Anche nella situazione odierna che vede la
Pinacoteca Carrara in profonda e radicale ristrutturazione, basta una
visita a Palazzo della Ragione per constatare quanti capolavori
racchiuda questa raccolta d'arte che può competere con i migliori musei
del mondo.
Ma il collezionismo bergamasco riesce a sorprendere per qualità e
quantità anche nel settore così specifico e difficile dell'arte
contemporanea.
A vent'anni dall'apertura della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
(GAMeC) in via S. Tomaso, si è inaugurata nei giorni scorsi una mostra
importante che riunisce un numero notevolissimo di opere di grande
qualità, in moltissimi casi veri e propri "pezzi" da museo che non sono
mai stati esposti in pubblico. Si tratta di "Il Museo privato", una
rassegna di arte contemporanea che permette di ammirare un patrimonio
di circa 200 opere per la maggior parte inaccessibili, trattandosi del
risultato di passioni personali. Opere che stanno nelle case dei
privati, raccolte seguendo percorsi di attenzione particolare, frutto
dell'equilibrio culturale tra desiderio e possibilità economiche (
perché l'arte contemporanea ha valori economici che eguagliano, e
spesso superano, i valori dell'arte antica). .
Da quando la GAMeC ha aperto i battenti, altre donazioni importanti
hanno contribuito a formare le collezioni permanenti. Ricordiamo
l'apporto di Gianfranco Spajani, di Marta e Gianfranco Stucchi, degli
eredi Manzù, tanto da costituire un nucleo espositivo che testimonia
l'arte del novecento nelle sue espressioni più stimolanti, spaziando
anche nel vasto territorio dell'arte internazionale e delle avanguardie
artistiche. La presenza di queste opere ha favorito la conoscenza
dell'arte contemporanea attraverso una continua attività di
divulgazione didattica che ha coinvolto innumerevoli scolaresche. .
La mostra ( aperta fino al 9 gennaio) aggiorna il visitatore sulle
tematiche che attraversano la creatività contemporanea, dalle
sperimentazioni più radicali alla realtà dei movimenti artistici nella
babele dei linguaggi contempopranei. Tra i tanti nomi illustri di
artisti, ricordiamo la presenza delle opere di Maurizio Cattelan,
Marina Abramovic, Carla Accardi, Gabriele Basilico, Jannis Kounellis ma
anche opere di artisti che operano nella nostra città come Rino
Carrara, Mariella Bettineschi, GianRiccardo Piccoli, Mario Cresci,
Clara Luiselli, Fausto Bertasa, Meris Angioletti. Personaggi, opere,
temi e argomenti che meritano di essere conosciuti perché permettono di
entrare e di approfondire il dibattito artistico della nostra
contemporaneità, magmatica e complessa, ma sempre meritevole di
attenzione critica.
Info:
Bergamo - Gamec (galleria d'arte moderna e contemporanea)
lunedì chiuso
da martedì a domenica: 10.00 - 19.00
giovedì: 10.00 - 22.00
Il
ritratto, specchio della vita
Di Sem Galimberti
 A
Palazzo Zabarella di Padova è allestita
fino
al 27 febbraio la mostra "Da Canova a Modigliani. Il volto
dell'Ottocento". Ci sono 110 opere, firmate da una settantina di
artisti neoclassici e romantici ma anche macchiaioli e divisionisti,
che esplorano un genere artistico a lungo considerato minore. .
Il ritratto designa, in senso stretto, la raffigurazione di persone
copiate dal vivo o ricostruite a memoria o tramite preesistenti
documenti figurati. La verosimiglianza fisionomica deve essere tale per
cui l'opera sia o tenda ad essere una copia speculare dei soggetti
ritratti o li renda comunque riconoscibili ponendosi anche come una
testimonianza del loro carattere o della loro spiritualità individuale.
.
La rivoluzione francese apre la strada alla fecondissima stagione
ottocentesca del ritratto borghese, che dapprima adotta pose e
atteggiamenti borghesi e celebrativi e più tardi, soprattutto con gli
impressionisti, acquista una grande libertà formale. Nell'Ottocento la
macchina fotografica si afferma progressivamente come il medium
ritrattistico per eccellenza e alla portata di tutti ma gli artisti,
rompendo con una secolare tradizione, prendono le distanze dal ritratto
naturalista e accentuano il carattere soggettivo delle opere (da
Vincent Van Gogh a Paul Cézanne, agli espressionisti austriaci e
tedeschi). .
Tra le opere raccolte a Padova, si segnalano per qualità e profondità
anche le opere prestate dalla Pinacoteca Carrara: il ritratto ironico e
malizioso della contessa Anastasia Spini opera di Giovanni Carnovali
detto il Piccio e il "Ricordo di un dolore" di Pellizza da Volpedo che
ritrae con vena malinconica e sofferta la sorella uccisa da una febbre
tifoide. .
La rassegna di palazzo Zabarella merita una visita perché traccia una
storia della pittura ottocentesca attraverso un gioco di rimandi
storici e iconografici che si legano a quel periodo fondamentale per la
nascita del gusto moderno e contemporaneo.
Info:
Padova - Palazzo Zabarella
Orario: 9.30 - 19.30
Tutti i giorni
La biglietteria chiude 45 minuti prima.
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È
l'anno del Caravaggio
di
Sem Galimberti
 Mentre
a Roma si fanno le
file anche notturne per vedere le opere del Caravaggio presso le
Scuderie del Quirinale, anche a Bergamo la tensione culturale sale in
vista della mostra autunnale che in terra orobica dovrebbe celebrare
degnamente il quarto centenario della morte del famosissimo artista.
Come si sa, Michelangelo Merisi scomparve sulla spiaggia di Porto
Ercole nel 1610 e fu sepolto in fretta e furia a causa del timore di
eventuali malattie infettive che avrebbe contratto nella sua irrequieta
vita randagia. Ma i resti del pittore non furono mai identificati e,
proprio in questi giorni, si sta procedendo a una improbabile
identificazione basandosi anche sui DNA prelevati ai suoi presunti
discendenti della comunità caravaggina.
La
mostra di Bergamo si preannuncia come l'evento artistico di rilievo nel
panorama non certo esaltante degli ultimi tempi. Le ristrettezze
economiche si abbatteranno con la scure dei tagli anche sulla
preannunciata ( e non ancora definita nei dettagli) rassegna
commemorativa? Speriamo di no. Certo, ripetere i fasti della mai
dimenticata mostra di Lorenzo Lotto non sarà impresa facile.
L'esposizione dovrebbe intitolarsi "Gli occhi del Caravaggio",
limitandosi così non solo all'esposizione delle opere immortali del
Merisi ma anche a quelle degli artisti lombardi e veneti che il
Caravaggio avrebbe sicuramente visto negli anni della sua formazione,
tra Milano, Bergamo, Brescia e Cremona. Si tratta di nomi
importantissimi tra cui quelli di Giorgione, Tiziano, Tintoretto,
Savoldo, Moretto.
 Intanto
un team importante si sta occupando della questione, da Vittorio Sgarbi
a Mina Gregori, coinvolgendo anche lo scrittore Giacomo Berra autore
del libro "Il giovane Caravaggio in Lombardia". Stiamo a vedere quello
che succederà in vista dell'autunno.
Intanto
possiamo dare uno sguardo alla mostra in corso alla Galleria d'Arte
Moderna e Contemporanea dell'Accademia Carrara dedicata a Jirì Kolar,
un creativo conosciutissimo nel mondo per l'esplorazione del collage.
Morto a Praga nel 2002, Kolar è stato l'artista di punta della poesia
concreta che, a partire da segni non verbali, è riuscito a dare un
senso plastico alle intuizioni poetiche. Segni geometrici, pagine
stampate e brulicanti di interventi segnici, vecchie incisioni
ringiovanite da interventi giocosi, quadri celebri passati sotto il
setaccio dell'ironia e dello sberleffo. Nelle quattro sale della Gamec
si possono vedere novantanove opere costruite a partire dal libro, una
sorta di "abecedario", scritto da Kolar stesso.
E
se proprio si vuole compiere un viaggetto fuori porta, consigliamo la
visione della rassegna storico-artistica allestita a Palazzo Reale di
Milano intitolata "I due imperi: l'aquila e il dragone". Qui si
esplorano i legami tra est ed ovest confrontando i manufatti delle
dinastie cinesi Qin e Han con quelli dell'Impero Romano. Le due entità
non si sono mai incontrate ma resta il fascino della scoperta di due
colossi nel cammino dell'umanità. Il percorso espositivo comprende i
guerrieri in terracotta, sarcofagi e affreschi, modelli di case e
pregevoli utensili in bronzo e oro della civiltà cinese. Dall'altra
parte si ammirano i gruppi statuari in marmo di epoca romana, affreschi
e mosaici appartenenti alla tradizione artistica mediterranea.
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